AUTOCRACIA
- Redazione

- 3 ore fa
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di Gabriele Sciarratta
La Delta Force statunitense, su ordine del presidente Trump, questa notte ha lanciato un attacco convenzionale seguito da airstrike strategici su Caracas, Venezuela, per arrestare il dittatore filo-marxista Nicolas Maduro, figura centrale del narcotraffico sudamericano e principale oppositore continentale della politica a stelle e strisce, che verrà adesso trasferito e processato negli Stati Uniti (copione simile a quello del panamense Manuel Noriega).
Rigettiamo sin da subito i convenevoli: è innegabile il tracollo di una Nazione che dal 2013 ha visto una contrazione storica della sua economia del circa -80%, accompagnata da un clima di guerra civile interna alla classe dirigente del Grande Polo Patriottico, che ha accusato Maduro di tradimento nei confronti della classe operaia e del socialismo; ma è altresì innegabile l'imminente cambio di regime: sparisce un autocrate in modo che ne arrivi un altro, questa volta magari filo-statunitense o semplicemente acquiescente verso le logiche atlantiche.
Questo autocrate in procinto di insediarsi è il geopoliticismo americano del liberalcapitalismo, che come stiamo vedendo, ha messo in luce ancora una volta il tacito assenso di Cina, Russia, India e paesi emergenti, a dimostranza della logica secondo cui il mondo è nuovamente diviso in blocchi di potere.
In questo scenario, emerge ancora una volta la marginalizzazione geopolitica dell'Europa. Schiacciata tra i blocchi di potere sopracitati, l'Unione Europea appare incapace di esercitare un'influenza autonoma, restando spettatrice passiva di un mondo costretto a piegarsi alle logiche di spartizione dettate dal dualismo tra gli Stati Uniti e l'asse cino-russo.









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