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QUEL PROROMPENTE VENTO CHE SOFFIA DA NORD

di Jacopo Tagliati


La contesa elettorale si è definitivamente chiusa ed un preciso verdetto si può delineare: in Svezia è davvero cambiato qualcosa. Il dato che infatti attira l’attenzione più di tutti gli altri è l’affermazione della destra dei “Democratici Svedesi”, partito a noi già noto perché facente parte della famiglia europea dei conservatori ECR guidata dalla nostra presidente Giorgia Meloni, che si è affermato con ben il 20% dei consensi. In parole povere uno svedese su cinque ha votato per un cambiamento, deciso, netto e che riporterà la destra al governo dopo quasi un secolo. Il merito è soprattutto di un giovane svedese che con costanza e spirito battagliero ha affrontato mille difficoltà alla guida dei suoi.

Il partito, guidato dal 2005 da Jimmie Akesson (eletto dal suo congresso a soli 26 anni), ha visto una forte trasformazione al suo interno grazie al lavoro di Akesson stesso. Dopo diverse tornate elettorali con discreti risultati, i moderati svedesi di centro destra (l’altro partito della coalizione) sono stati superati e si sono concretizzate reali chance di esprimere il primo ministro del futuro governo scandinavo.


Sembrerebbe quasi una follia pensare che nel paese che ha dato i natali alla paladina dell’ideologia green-progressista Gretina Thumberg si possa formare un governo guidato da un partito che sino a pochi anni fa veniva considerato di estrema destra e xenofobo, ma, quando i governi social-progressisti si occupano solo di faziosi questioni ambientali e di politiche pro-immigrazione incontrollata abbandonando le periferie e i lavoratori, questi sono (giustamente aggiungerei) i risultati. L’exploit di Akesson trova fondamento in una moltitudine di fattori, i quali, hanno sempre più spostato l’elettore medio svedese verso destra poiché esasperato da diverse situazioni venutesi a creare soprattutto negli ultimi anni: l’immigrazione e la mancata integrazione degli extracomunitari di seconda generazione fra tutte. Basta guardare i dati di questo 2022 per avere istantaneamente la pelle d’oca. Infatti, proprio in quella che doveva essere l’oasi felice del multiculturalismo, nei primi otto mesi dell’anno, sono state uccise più persone che nell’intero 2021. Purtroppo, l’aumento vertiginoso degli omicidi e degli episodi di violenza ha quasi sempre un nome ed un volto: giovani gang criminali provenienti da quartieri dormitorio che mettono regolarmente a ferro e fuoco le periferie delle grandi città sentendosi padroni di esse e al di sopra della legge. Insomma, scene già viste e riviste che stanno divenendo sempre più comuni anche nelle nostre città italiane (penso alla mia Parma o a Brescia, ma ce ne sarebbero molte altre) e le quali portano all’esasperazione, quanto mai comprensibile, le persone comuni.


Non c’è quindi da meravigliarsi o da gridare allo scandalo se le formazioni di destra arrivano ed arriveranno ad avere un ampio consenso e supporto popolare: non solo questi partiti stanno prendendo forza in tutta Europa perché si oppongono ai modelli politici di sinistra degli ultimi anni che hanno creato tutte queste piaghe con le quali ci troviamo a fare i conti, ma anche perché, mentre loro banchettavano al tavolo dei vincitori, c’è stata un’intera generazione che si è rimboccata le maniche, ha studiato ed ora ha tutte le carte in tavola per guidare i propri governi con una nuova classe dirigente pronta a spazzar via tutto il vecchio marciume lasciato da coloro i quali si consideravano invincibili ma che sono stati bruscamente risvegliati da un nuovo vento che soffia in tutt’Europa e che parte proprio dal nord: il prorompente vento della destra!


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