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Il Popolo: un Re senza corona

Di Giuseppe Terone


Sovrano è chi Sovrano è. Punto.

La sovranità è inderivabile perché, se lo fosse, il Sovrano sarebbe più in alto. Essa è essenza e materia stessa del potere, giustificazione e fatto dell'azione di Governo.

La storia dell'uomo è stata abituata per secoli a conoscere la Sovranità come indivisibile e assoluta, concentrata in una sola persona, in Re e Regine che governavano traendo legittimità dall'eredità della Corona e dal diritto divino.

Se ci pensiamo, è da qualche decennio, da quasi un secolo, che ci siamo inventati questo curioso modo di derivare il potere, facendo risiedere la sovranità in un corpo plurale e variegatissimo, che elargisce i suoi ordini tramite le consultazioni elettorali: il Popolo.

 

"La sovranità appartiene al popolo" sempre da qui si parte e in qualche modo qui si torna.

L'esercizio del potere, in questo Paese, è legittimo perché è nel nome del popolo sovrano. L'entità sovrana, in quanto tale, ordina e prescrive che direzione deve prendere il potere. Tuttavia, essendo il nostro sovrano il Popolo ed essendo il Popolo plurale, gli ordini sono tantissimi e spesso contrastanti gli uni con gli altri. È come un signore a cui si chiedono indicazioni stradali che, nel consigliare la strada giusta, segnala che al 26% si deve girare a destra, al 16% si deve prendere una strada secondaria, al 25% sarebbe meglio andare verso sinistra e che al 15% conviene schiantarsi contro un muro.

 

Oppure, per rendere la metafora più "dolce", è come se un signore (l'entità sovrana) vuole cucinare una torta. Però mentre il suo braccio destro mischia lo zucchero con le uova, la mano sinistra già aggiunge la farina, la gamba destra vuole partecipare e sale sul tavolo, quella sinistra la torta proprio non vuole farla perché preferiva i biscotti allora calcia la teglia e rovescia tutto a terra, con gran dispiacere della mano destra che aveva il mestolo pronto per continuare la preparazione. Capite bene la confusione che ne deriva. Anche perché: chi la pulisce poi la cucina? Confusione che accettiamo, comunque, in cambio delle libertà democratiche.

 

Dunque, i dictat popolari -quando non sono referenda- sono sempre plurali. La lente che si usa per leggerli, il traduttore che si usa per interpretarli e il filtro che si adopera per materializzarli si chiama legge elettorale.

 

In teoria, seguendo questo ragionamento, la legge elettorale dovrebbe essere niente più che uno strumento. Invece -assassina- si fa portatrice di restrizioni e limitazioni al potere popolare. Il popolo, nonostante sia il sovrano e nonostante uno dei pilastri della democrazia sia il voto libero, subisce restrizioni. Si tratta dei listini bloccati.

 

La restrizione artificiale operata dai partiti nelle candidature asciuga il potere sovrano di scegliere i propri rappresentanti. Prendiamo un elettore bolognese di sinistra, magari affezionato al Partito Democratico. Per colpa delle liste bloccate questo elettore è costretto a votare per Casini. Ora, con tutto il legittimo rispetto per Casini, ma questo elettore bolognese sarà profondamente e politicamente umiliato!

 

Perché il potere del popolo sia davvero sovrano è necessario rendere davvero sovrano anche il voto. Servono le preferenze, anche a livello nazionale. Serve strappare ai partiti e alle loro dirigenze il super-potere di prestabilire la composizione del Parlamento.

 

Questo non è solo un problema di principio, ma anche e soprattutto di sostanza. Un Parlamento eletto con listini bloccati è un Parlamento schiavo. I parlamentari della minoranza saranno schiavi dei loro leader, che si appresteranno a disconoscerli e a disarcionarli appena si discostino dalla linea di opposizione. Anche i parlamentari della maggioranza saranno assoggettati ai loro leader ma in una condizione peggiore: con ogni probabilità quei leader saranno seduti sui banchi del Governo. Si configura uno scenario in cui il potere legislativo si sottomette, accondiscendente, all'esecutivo. E questa non è questione di destra o sinistra, di FDI o PD. Il tasso di legislazione con leggi delega al Governo e decreti legge è in costante aumento dagli anni '80.

 

Assistiamo, da 50 anni, al prosciugamento del potere del Popolo Sovrano. Un potere ristretto dalla Costituzione e costretto dalla legge elettorale. Il primo passo sono le preferenze. Il secondo è il semipresidenzialismo, ma questa è un'altra storia.

 
 
 

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