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In memoria di Angelo Mancia

Di Lorenzo Migliazza


Angelo Mancia nacque il 17 maggio a Foligno e crescendo, come tanti altri ragazzi dell’epoca, decise di intraprendere la vita del militante nelle fila del Movimento Sociale Italiano. Grazie alla sua capacità di contagiare di coraggio ed entusiasmo gli altri, divenne ben presto segretario della sezione di Via Ferdinando Martini, sezione del MSI del quartiere Talenti.

Talenti, che è attaccata al rossissimo quartiere del Tufello, era un quartiere difficile per i giovani, che non avevano modo di frequentarsi al di fuori dei bar e delle bische, non riuscendo a vivere davvero il quartiere. La bravura di Angelo fu proprio quella di convincere i ragazzi a lasciare quei bar e quelle bische e farli entrare nella sua sezione, affinché anche loro potessero occuparsi del bene del quartiere e per dare un senso ai loro pomeriggi.

La figura di Angelo era scomoda e indigeribile per i compagni dei quartieri lì vicini, che non potevano sopportare che un ragazzo, poco più che ventenne, fosse riuscito a diventare un punto di riferimento e una figura di spicco della politica giovanile di quella zona di Roma.

Il 12 maggio 1980, al tramontare dei violenti Anni di Piombo,la storia di Angelo giunse alla fine. Mentre usciva di casa e saliva in motorino si sentì chiamare da un gruppo di vigliacchi armati, che si rivendicherà con il nome di “Volante Rossa”, che prima lo sparò alla schiena e, due volte, alla testa per finirlo.

Come molti altri giovani ragazzi del Fronte della Gioventù e del MSI, Angelo fu una vittima senza giustizia: i suoi assassini non furono mai trovati. Angelo merita il giubilo per il suo impegno messo nella lotta politica, così come merita che la sua eredità morale e politica venga custodita da noi. Tra disordini e minacce nelle università, schiaffi fuori le scuole, ancora oggi risulta fondamentale rimarcare come la violenza politica non sia mai finita e, anzi, come questa venga portata avanti e strumentalizzata dai collettivi, che tanto si riempiono la bocca di parole sulla democrazia, dialogo e pace, senza capirne senso e significato.

 
 
 

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