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Le politiche vi hanno dato alla testa

di Maria Vittoria Giglio


Con l’arrivo delle tanto desiderate elezioni, già, perché, caro alieno, mentre nel novembre 2020, nonostante il clou della pandemia da covid-19 lo stato democratico per antonomasia rinnovava il proprio assetto governativo, alla stessa stregua di altri Paesi, per noi italiani, anche se disposti a rispettare le normative contenitive vigenti, si è preferito mortificare il potere popolare, sono ritornata anche io.


Ricordo ancora, amico ultraterreno, il mio Instagram, usando una citazione montaliana, impazzito questa volta non di luce, bensì di notizie vertenti le dimissioni del premier Draghi, qualche giorno dopo di Mattarella che interpellava le camere, respingendo la volontà del banchiere e infine, lo scioglimento inevitabile del Parlamento.


“Infine”, forse sarebbe più corretta la dicitura “fine dell’inizio”, poiché, come già appurato, la politica odierna vive una condizione imperitura di campagna elettorale anche e soprattutto dopo aver posato le terga e difficilmente rimosse su/da uno scranno, il mondo mediatico e artistico ha dato il meglio di sé.


So di essere di parte, mi perdonerai per l’incapacità di tollerare la maleducazione, ma esordire con “Anche io sono Giorgia, però non rompo i co*****i a nessuno” è una mera caduta di stile, oppure inviare attraverso i social, parafrasando Guido Crosetto, plotoni di esecuzione contro la destra che ha di fatto il vento in poppa mediante la retorica del fascismo, dell’arretratezza a livello mondiale, della mancanza e qui c’è da piangere di leadership femminista non può essere considerato, a sommesso parere, tanto ossequioso nei confronti della libertà di scelta dell’elettorato.


In merito alla quaestio femminismo, sono d’accordo con tutti coloro i quali, senza, attenzione, fare distinzioni futili di sesso, combattono per i diritti delle donne, tuttavia vorrei ricordare che non vi è alcun bisogno di ricorrere a questo estremismo, sì, dal momento che bisognerebbe attenersi al primo comma del trentasettesimo articolo della Carta lavorativamente parlando e intervenire subito dopo una denuncia affinché la vittima si senta protetta dallo Stato in cui vive. Bene, femministe d’Italia, perché, invece di prendervela con la destra, non protestate contro chi dovrebbe far rispettare la legge…sapete la magistratura è indipendente.


A te, marziano, come va?


“Peggio di così non potrebbe andare neanche in un universo parallelo”.



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